Un tema di materialità chiave

Le Supply Chain sono chiave per la gestione della sostenibilità ambientale.

I principali impatti ambientali si verificano lungo le Supply Chain, per questo gli sforzi verso una catena di fornitura sostenibile rappresentano un tema di materialità di primaria importanza per le aziende.

Scoprire gli impatti ambientali della Supply Chain permette a un’azienda di identificare i punti chiave (hotspot) su cui concentrare le risorse per i propri progetti di riduzione dell’impatto.

Conoscere gli hotspot lungo la catena del valore può orientare gli sforzi di mitigazione del rischio aziendale per assicurare una catena di fornitura resiliente, identificando per esempio colture in aree a rischio idrico, impatti delle materie prime, materie prime di origine biologica, ecc.
Conoscere le supply chain comunica ai fornitori le aspettative e le policy di procurement e consente di condividere il percorso verso la sostenibilità ambientale.

Sustainable Supply Chain Management

LCA e valutazione degli impatti sono il nostro DNA scientifico. Ed è questo che alimenta il nostro approccio basato su metriche per costruire strategia, misurazione, strumenti e comunicazioni di sostenibilità ambientale.

Cos’è un approccio “life cycle”?

I framework del bilancio di sostenibilità integrano le Supply Chain, rendendo questo argomento un requisito necessario per la CSR (Corporate Social Responsibility) aziendale; tuttavia, mentre sempre più aziende espandono i loro programmi di sostenibilità per includere gli attori delle catene di approvvigionamento nel perimetro delle proprie valutazioni degli impatti, alcune hanno difficoltà con la valutazione, l’implementazione e il coinvolgimento.

La valutazione degli impatti sulla catena di approvvigionamento è parte integrante dell’approccio “Life Cycle” al footprinting (calcolo dell’impronta ambientale aziendale), sia dal punto di vista del prodotto (Product LCA) che da quello Corporate.

I fornitori lungo la Supply chain sono chiamati a partecipare al più ampio impegno dell'azienda nella direzione della sostenibilità ambientale.

L’importanza di informazioni puntuali e affidabili

Un’azienda non ha bisogno di mettere in campo enormi sforzi compilativi o di raccolta dati per ottenere informazioni significative e fruibili rispetto all’impatto ambientale della propria Supply Chain. Le aziende possono intraprendere diversi passi iniziali per rendere le proprie catene di approvvigionamento più sostenibili:

  • Grazie a database solidi, metriche robuste (WFLDB o WALDB, ad esempio), e framework internazionali, come l’iniziativa europea Product Environmental Footprint (PEF) o il GHG Protocol, i nostri esperti possono rilevare dati relativi alle Supply Chain, utili ad integrare le analisi di Scope 1 e Scope 2 per integrare nell’analisi di Scope 3 le attività “a monte”.
  • Sviluppare set di dati (dataset) per modellare le Supply Chain (catene di approvvigionamento), con la granularità necessaria
  • Costruire l’awareness (consapevolezza), formare e coinvolgere tutti i dipartimenti della Supply Chain e tutti i fornitori rispetto alle tematiche emerse dall’analisi di materialità. Un tool utile per workshop di questo tipo è il Quantis Life Cycle Perception Game.
  • Rispondere con precisione, puntualità ed esattezza a questionari sulla catena di approvvigionamento come quelli di CDP supply Chain
  • Stabilire obiettivi di sostenibilità ambientale che tengano conto delle Supply Chain
  • Valutare, anche confrontandoli tra loro materiali alternativi, ad esempio soluzioni di packaging bio-based.

Il business case per la sostenibilità della Supply Chain è chiaro: gestendo e migliorando la sostenibilità ambientale nelle loro catene di approvvigionamento, le aziende possono ridurre significativamente gli impatti ambientali, limitare il consumo di risorse, ridurre i rischi e diminuire i costi.